Giovani cittadini europei a Bruxelles

 

Giovani cittadini europei a Bruxelles

Da Venaria al Parlamento europeo

Dal 6 al 9 ottobre, Bruxelles è diventata il centro del mondo per un gruppo di studenti di terza media, protagonisti di un’avventura che ricorderanno a lungo. 

Grazie al progetto Jean Monnet, infatti, alcuni allievi della Don Milani sono partiti alla volta della capitale del Belgio e hanno trascorso quattro giorni tra i corridoi dei palazzi di vetro della politica internazionale e i vicoli storici della città, toccando con mano i valori della cittadinanza europea, sperimentando l'autonomia e il confronto con culture diverse.

Anche per noi insegnanti è stata un’esperienza molto significativa: nelle aule di scuola spieghiamo la cittadinanza sui libri di testo, ma lì, nel quartiere europeo e tra le strade in cui si ascoltano lingue diverse, la teoria si è trasformata in vita vissuta. 

Il cuore del viaggio è stato il percorso alla scoperta delle grandi istituzioni che governano l'Unione Europea. Per i ragazzi si è trattato di un vero e proprio debutto nella diplomazia internazionale.

La nostra visita è cominciata incontrando la  Dott.ssa Marta Brignone, Project Officer di Eacea, l’Agenzia Esecutiva europea per l'Istruzione e la Cultura; la dott.ssa Brignone, nostro riferimento a Bruxelles per il progetto Jean Monnet, ci ha accolto nei suoi uffici e ci ha presentato lo staff che lavora sui progetti: i ragazzi hanno cominciato a respirare aria di internazionalità; ha spiegato in che cosa consiste il suo lavoro, qual è il percorso che l'ha portata a Bruxelles, come vengono finanziati i progetti europei. I ragazzi si sono mostrati interessati, hanno ascoltato attivamente e fatto domande. In particolare ci siamo soffermati sul concetto di democrazia, sull’importanza dello studio delle lingue e sulla necessità di politiche di inclusione e di partecipazione attiva.



Il quartiere europeo



L'emiciclo del Parlamento di Bruxelles

Il giorno dopo ci siamo immersi nel cuore dell’UE entrando al Parlamento Europeo: abbiamo incontrato in collegamento l'onorevole Brando Benifei, che si trovava a Strasburgo in quanto partecipava ad una sessione di voto in plenaria nella sede francese. La nostra piccola delegazione ha ascoltato con grande attenzione quanto ci spiegava in merito all’organizzazione delle sessioni di voto e alle commissioni parlamentari. Successivamente il dott. Cesare Bellomo, responsabile delle comunicazione al Parlamento di Bruxelles, ha illustrato il funzionamento delle istituzioni, la suddivisione dei gruppi politici, la questione della scelta di mantenere tutte e 24 le lingue dei Paesi membri e di tradurre quindi ogni intervento, le caratteristiche che gli Stati devono avere per candidarsi all’ingresso nell’UE; ha trattato ogni argomento in modo chiaro e dettagliato grazie ad una grande preparazione e abilità comunicativa. 

Il terzo giorno abbiamo visitato la Casa della Storia Europea: un viaggio nel tempo che ha permesso ai ragazzi di capire le radici comuni del nostro continente, dalle tragedie del passato fino alla nascita del grande sogno di pace dell'UE. Grazie al supporto di audioguide, i ragazzi si sono immersi nella storia più recente tra oggetti, video, manifesti, fotografie che hanno fatto davvero la storia dell’Europa. La mostra temporanea sul Postcolonialismo, invece, ci ha permesso un approfondimento tematico: attraverso l’ascolto di storie personali,  ci siamo interrogati su come la matrice del potere coloniale continui a influenzare la vita quotidiana, l'economia, le disuguaglianze e le migrazioni nel XXI secolo.

Infine il Parlamentarium, il grande centro visitatori dove gli studenti hanno preso parte a una simulazione di voto, comprendendo come nascono le leggi europee e l'importanza del compromesso democratico, hanno appreso informazioni sugli Stati membri e hanno sperimentato come tante vite siano cambiate grazie alle opportunità offerte dall’Ue.

La giornata si è conclusa con la partecipazione ad un laboratorio del Jean Monnet Cluster Meeting 2026 “Teaching about the EU in schools in a changing world”, presso il Comet Louise, un interessante spazio collettivo di lavoro.

Ma un progetto di internazionalizzazione non si limita all’apprendimento. La vera magia è avvenuta quando i ragazzi sono usciti dalla loro comfort zone per mettersi alla prova in contesti completamente inediti. Per molti è stata la prima vera esperienza lontano da casa: gestire i propri spazi, muoversi con la metropolitana di una grande capitale, orientarsi tra mappe e cartelli stradali ha stimolato una crescita personale straordinaria. Piccole sfide che hanno stimolato la crescita personale Li abbiamo visti aiutarsi a vicenda, fare squadra, assumersi la responsabilità di orientare il gruppo, mettersi in gioco, usare la lingua per ordinare una gauffre in francese o per chiedere informazioni in inglese sui deliziosi cioccolatini belgi; i ragazzi hanno toccato con mano che la lingua straniera non è un voto sul registro, ma uno strumento vivo per connettersi con gli altri. 

Ovviamente non sono mancati i momenti di pura scoperta della città: dalla Grand Place alle Galeries Royales Saint-Hubert, dal Manneken-Pis ai fumetti disegnati sulle facciate dei palazzi.

Gli studenti sono ripartiti da Bruxelles con qualche souvenir, tantissime foto ma soprattutto con una nuova consapevolezza. Hanno capito che l'Europa non è un concetto astratto studiato sui libri di geografia, ma una casa comune di cui sono, già oggi, cittadini attivi, una casa che ha i volti delle persone incontrate, i profili dei palazzi di Bruxelles e la voce dei loro compagni di viaggio.  Questa esperienza ha di sicuro fatto germogliare un seme di curiosità, indipendenza e tolleranza che continuerà a crescere negli anni cruciali della scuola superiore e oltre, li ha fatti sentire, forse per la prima volta, non semplici spettatori della storia, ma parte integrante di una grande comunità. 


Alessandra Canova e Francesca Patruno



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